Trauma e memoria emotiva

La memoria emotiva si attiva nel corpo sotto forma di sensazioni fisiche. Questi ricordi emotivi di solito sono scatenati da una situazione nel presente che ripropone con la stessa intensità sentimenti ed emozioni negative vissuti. Queste emozioni evocano memorie procedurali, come ad esempio le azioni di sopravvivenza, ma mentre in questo caso queste risposte attive spesso si rivelano strategie efficaci, quando si tratta di traumi sono fallimentari e lasciano l’individuo in uno stato di angoscia emotiva irrisolta, senso di estraneità dal proprio corpo (stato di dissociazione) e confusione.

La risoluzione somatica del trauma

La capacità di autoregolazione (omeostasi) del corpo, e in particolare del sistema nervoso autonomo spesso risulta significativamente indebolita dagli choc emotivi e fisici che, nel corso del tempo, si sono accumulati e sono rimasti imprigionati nel corpo, generando una serie infinita di sintomi cronici, patologie e malessere, apparentemente inesplicabili e spesso incurabili.

Al centro del mio lavoro è la risoluzione somatica del trauma mediante l’apprendimento del linguaggio delle sensazioni corporee, che mette in grado il paziente di interagire direttamente con il proprio sistema nervoso autonomo e ristabilire l’omeostasi.

Un elemento importante nella pratica del linguaggio delle sensazioni è la rinegoziazione del trauma a livello fisico: ricreando e re-immaginando una situazione della quale avremmo potuto migliorare l’esito, rinegoziamo l’evento e lo ricreiamo, sapendo che il cervello non fa differenza tra immaginazione e realtà. Da lì rintracciamo nel corpo le sensazioni che si manifestano mentre descriviamo il nuovo scenario, immaginando una reazione diversa alla situazione che ha generato l’evento traumatico.

Nel lavoro di gruppo propongo degli esercizi e movimenti (ispirati all’Antiginnastica di Thérèse Bertherat, al Metodo di liberazione delle corazze di Marie Lise Labonté, alla Bioenergetica di Lowen, alla Brain Gym e ai Trauma Releasing Exercises di David Berceli) che consentono di lavorare direttamente sulle strutture muscolari dove sono imprigionate le tensioni profonde accumulate nel tempo. 

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